Essere infermieri oggi


La testimonianza di uno studente del terzo anno di Infermieristica

In un momento in cui il mondo intero è sotto pressione per l’epidemia da COVID-19, gli studenti del terzo anno di Infermieristica di Humanitas University, spinti dalla passione per il loro futuro lavoro e da un grande senso del dovere, si sono offerti per aiutare i loro professori, tutor e futuri colleghi. Una situazione che, seppur molto difficile può anche essere un’opportunità di crescita sia professionale sia umana.

Tra questi Fabrizio Senis, uno studente del terzo anno del corso di Laurea in Infermieristica di Humanitas University.

Fabrizio, quando e perché hai deciso di intraprendere questo percorso di studi?

Ho maturato la scelta di seguire il corso di Laurea in Infermieristica presso Humanitas University durante l’ultimo anno delle superiori, convinto che per me fosse la strada più idonea per poter aiutare in futuro le persone. In occasione delle visite a parenti e amici ricoverati in ospedale, ho potuto constatare il lavoro degli infermieri, che ho trovato molto utile e anche affascinante. Ma è stato grazie ai primi tirocini durante il primo anno di corso che ho consolidato la convinzione che quella sarebbe stata la mia professione. In quelle occasioni ho capito quanto la figura dell’infermiere sia importante per i pazienti, non solo per l’assistenza sanitaria fornita, ma anche per l’aspetto umano, attraverso un semplice sorriso, la disponibilità all’ascolto, l’attenzione ai bisogni personali. Mi è stato subito chiaro che si tratta di un lavoro appagante e di forte crescita personale. Sono contento della scelta che ho fatto e il mio obiettivo, terminato il terzo anno, è quello di cominciare subito a lavorare e contemporaneamente iscrivermi al corso di Laurea magistrale.

 Che cosa significa vivere questo momento per te che sei un futuro infermiere?

Penso che ci troviamo in un momento molto delicato a livello Paese, con crescenti difficoltà a reperire risorse sufficienti e a sostenere il personale sanitario, soprattutto se il virus dovesse continuare a dilagare. Gli infermieri e i medici stanno facendo il massimo, e oltre alla fatica fisica penso siano sottoposti anche a una forte pressione psicologica: la responsabilità di curare e salvare la vita alle persone.

Questo però non mi ha frenato ma, anzi, ha rafforzato la mia convinzione di volere continuare questo percorso: il lavoro dell’infermiere è fondamentale. Sono consapevole però di non essere ancora del tutto pronto per affrontare questa strada e gestire situazioni difficili come quella che stiamo vivendo. Per questo sento la necessità di continuare gli studi e arrivare preparato per affrontare al meglio le sfide future.

Tu e gli altri studenti avete dato una mano ai vostri futuri colleghi in ospedale?

Sia noi del terzo anno di Infermieristica sia gli studenti del quinto e sesto anno di Medicina abbiamo dato spontaneamente la nostra disponibilità. Dotati di tutte le precauzioni facciamo dei turni in check point, ossia in postazioni all’ingresso dei building, oppure in radiologia, in radioterapia, in day hospital oncologico, per provare la temperatura, distribuire le mascherine, far lavare le mani ai pazienti prima di entrare e all’uscita, garantire un adeguato spazio tra le persone in attesa, impedire di far entrare i parenti ove non strettamente necessario per non mettere a rischio i pazienti immunodepressi e già debilitati da certi tipi di malattie. Sicuramente è stata un’importante opportunità di farci sentire utili in questo momento così difficile.

Quale consiglio ti sentiresti di dare ai ragazzi che frequentano l’ultimo anno delle superiori e che hanno intenzione di intraprendere il tuo stesso percorso di studi?

Il mio consiglio è di tenere in considerazione il fatto che si tratta di un lavoro non adatto a tutti. Occorre essere consapevoli che si è a contatto tutto il giorno con persone che hanno bisogno, che stanno affrontando malattie gravi, magari che stanno morendo, che hanno bisogno anche di un sostegno psicologico e di positività. Se questa professione viene vissuta come una missione, ti regala tante soddisfazioni e ti porta a essere felice di quello che fai.

Futuri infermieri ma prima di tutto studenti. Siete riusciti a seguire le lezioni?

Noi studenti del terzo anno di Infermieristica abbiamo seguito le lezioni in streaming in cui si sono potute fare videochiamate e videoconferenze. I professori hanno tenuto le lezioni proiettando delle slide. È stato possibile interagire usando il microfono, chattare e fare domande; una soluzione perfetta per affrontare la situazione.

Finite le lezioni ci concentreremo sugli ultimi esami da sostenere prima della laurea.

HUMANITAS GROUP

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario. Ha sviluppato la sua organizzazione clinica istituendo centri di eccellenza specializzati per la cura dei tumori, di malattie cardiovascolari, neurologiche e ortopediche – oltre che un centro oculistico e un fertility center.