Curare correttamente la cistite prima che diventi cronica


Secondo i dati epidemiologici, la cistite, un’infiammazione della vescica, colpisce circa il 30% delle donne a partire dall’inizio dell’attività sessuale e, soprattutto, dopo la menopausa. Si tratta di un disturbo molto fastidioso e spesso debilitante che, se non curato correttamente, torna a manifestarsi più volte (cronicizza) e anche in modo più intenso. Quali fattori predispongono la donna alla cistite e come la malattia deve essere trattata per prevenire le recidive, lo ha spiegato il professor Francesco Greco, responsabile di Urologia di Humanitas Gavazzeni e docente in Humanitas University.

Le cause della cistite

“La causa è generalmente un’infezione batterica, spesso associata a stati infiammatori, anche cronici, dell’intestino e dell’apparato genitale femminile”, spiega l’esperto. E aggiunge: “Anche alcune abitudini influenzano l’insorgere della cistite, quali trattenere l’urina o l’atto ripetuto di interrompere la minzione volontariamente, con un conseguente mancato svuotamento della vescica e ristagno dell’urina”.

I fattori predisponenti

“I soggetti più a rischio cistite sono gli immuno-depressi, i diabetici e le donne in generale”, riferisce il professore. “La cistite è un problema prevalentemente femminile, perché esistono diversi fattori che predispongono le donne, tra i quali, principalmente, “la conformazione della loro regione pelvica che consente un più facile passaggio dei batteri tipici della flora intestinale verso la vagina e, di conseguenza, alla vescica”, precisa.

Come si manifesta la cistite

“I principali sintomi, che variano da persona a persona e dipendono anche dal tipo di batterio, sono: dolore alla minzione, frequenza minzionale, senso di mancato svuotamento della vescica, febbre, dolore ai fianchi e al pube, nausea, vomito e, in alcuni casi, sangue nelle urine”, spiega il professore.

Quando occorre effettuare controlli specifici

La presenza di sangue nelle urine richiede un’indagine clinica e radiologica approfondita per individuare eventuali calcoli o, nel peggiore dei casi, un tumore. “È consigliabile anche una cistoscopia con biopsie mirate per escludere una cistite interstiziale, ovvero l’unica forma di cistite insensibile alle normali terapie e che richiede un trattamento tramite instillazioni endovescicali di acido ialuronico. In presenza di urgenza minzionale e cistiti recidivanti, è opportuno escludere prolassi vescicali e degli organi femminili, così come patologie neurologiche della vescica”.

Come va curata la cistite

“Solo in presenza di febbre e sintomi specifici, la terapia per la cistite è farmacologica; essa si basa anche sul risultato degli esami emato-chimici e colturali e prevede l’uso di antibiotici mirati e di antinfiammatori”, riferisce Greco. “Negli altri casi – aggiunge – l’urologo prescrive integratori alimentari a base di mannosio che aumentano le difese locali, creando un ambiente ostile alla proliferazione batterica”.

I consigli per ridurre il rischio di cistite

Oltre a inquadrare la malattia a livello generale e non solo sotto l’aspetto vescicale, e quindi a non fare un uso improprio di antibiotici (che non elimina l’infezione e facilita l’insorgenza di resistenze batteriche), è fondamentale seguire alcune regole comportamentali, valide per entrambi i sessi.

Principalmente:

  • assicurare al corpo una buona idratazione;
  • seguire una corretta alimentazione, ricca di fibre, frutta e verdura, per un equilibrato ecosistema intestinale;
  • ridurre l’assunzione di alcolici e bevande gassate;
  • abolire il fumo;
  • effettuare una buona igiene intima, soprattutto prima e dopo un rapporto sessuale;
  • evitare minzioni ritardate.
HUMANITAS GROUP

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario. Ha sviluppato la sua organizzazione clinica istituendo centri di eccellenza specializzati per la cura dei tumori, di malattie cardiovascolari, neurologiche e ortopediche – oltre che un centro oculistico e un fertility center.