A che ora è meglio mangiare?


Oltre a prestare molta attenzione alla qualità e alla quantità di ciò che assumiamo, per il benessere dell’organismo, è anche di fondamentale importanza rispettare gli orari dei pasti in modo da distribuire correttamente il fabbisogno calorico quotidiano. Infatti, non fare colazione o pranzare e cenare troppo tardi rispetto ai tempi dettati dal nostro orologio biologico, sono cattive abitudini che possono modificare in senso negativo il nostro metabolismo e, di conseguenza, causare diversi tipi di disturbi.

È quanto sostiene il gastroenterologo professor Silvio Danese, responsabile del Centro per le Malattie Infiammatorie Croniche dell’Intestino di Humanitas e docente di Humanitas University.

 

L’importanza di una corretta distribuzione dei pasti

È opinione condivisa tra gli esperti – che trova conferma nei risultati di studi effettuati da ricercatori americani e britannici – che un’alimentazione sregolata durante l’arco della giornata espone maggiormente al rischio di obesità, malattie cardiovascolari e diabete.  

“Distribuire in modo errato l’apporto calorico lungo la giornata influisce negativamente sulla salute, perché ci sfasa rispetto ai tempi dettati dal nostro orologio biologico interno. In questi casi, il metabolismo può subire alterazioni e portare, per esempio, all’aumento di peso. Inoltre si rischia di avere maggiori disturbi digestivi, come reflusso e dispepsia”, sottolinea Danese.

 

L’importanza della prima colazione

Secondo gli esperti, la prima colazione deve fornire il 25% dell’apporto calorico giornaliero e, quindi, non va mai saltata.

“La colazione, soprattutto appena svegli, è fondamentale per immagazzinare benzina. Mai saltarla!”, raccomanda il professore. E aggiunge: “Il cervello rallenta se non riceve glucosio per oltre sedici ore”.

 

L’apporto calorico durante la giornata

È fondamentale che la maggior parte (circa il 60%) del fabbisogno calorico quotidiano venga introdotto nella prima parte della giornata, cioè generalmente entro le ore 15.

Inoltre, il professor Danese propende per un consumo di carboidrati decrescente: “Colazione da re, pranzo da principe, cena da povero”.

 

Intervallo di tempo tra un pasto e l’altro

Per quanto riguarda la distanza oraria tra un pasto e l’altro non c’è una regola specifica.

“La digestione si completa in un paio d’ore – spiega Danese – ma non c’è un tempo consigliato, anche se sarebbe bene non digiunare per oltre quattro ore. Meglio mangiare poco e spesso”.

HUMANITAS GROUP

Humanitas è un ospedale ad alta specializzazione, centro di Ricerca e sede di insegnamento universitario. Ha sviluppato la sua organizzazione clinica istituendo centri di eccellenza specializzati per la cura dei tumori, di malattie cardiovascolari, neurologiche e ortopediche – oltre che un centro oculistico e un fertility center.