Gli studenti vincitori della competizione SESAM

Durante l’ultimo congresso annuale della società Europea per la simulazione in medicina (SESAM) si è svolto il campionato europeo di simulazione per studenti di medicina. Hanno partecipato squadre provenienti da 7 diverse nazioni europee (Spagna, Turchia, Olanda, Germania, Portogallo, Italia ed Inghilterra).

Lo scorso aprile la squadra Italiana è stata selezionata nel corso dell’evento SIMCUP 2019 a Novara, 40 studenti provenienti da varie università italiane hanno partecipato in una serie di scenari di simulazione, al termine dei quali sono stati selezionati i migliori 4 ragazzi che hanno formato la squadra: Katerina Negri, Giulia Tarantola, Niccolò Stomeo e Mattia Ferrari.

Di seguito le parole dello studente, Mattia Ferrari.

Perché la simulazione è importante? 

La simulazione è un’opportunità: come sono soliti dire al SIMNOVA, “mai sul paziente la prima volta“. La simulazione permette agli studenti di apprendere in un ambiente protetto e senza responsabilità, così da imparare, comprendere i propri sbagli e fare in modo di non commettere errori nella successiva vita lavorativa. Senza considerare che è divertente e hai la possibilità di creare legami con il tuo “team” come ritengo sia successo al mio team.

 
 

Come si svolge il campionato europeo di simulazione?

Quest’anno c’erano 7 squadre iscritte provenienti da tutta Europa.

I primi due giorni si sono tenute le cosiddette “qualificazioni”. Ciascun team veniva chiamato a gestire una condizione di peri-arresto cardiaco (nel nostro caso era un paziente con dolore toracico e infarto in corso) che evolveva in un vero e proprio arresto, passando da un ritmo defibrillabile a uno non defibrillabile, con successiva ripresa.

Lo scopo era valutare come il team gestiva la situazione (quindi le “technical skills”) e come interagivano i membri tra di loro e con il paziente (“non-technical skills”). Dopo 8 minuti di scenario, ogni team aveva 20 minuti di debriefing in cui i giudici sottolineavano le qualità positive, davano feedback ed eventuali critiche costruttive.

Da questi due giorni sono emerse poi due squadra per la finale (Italia vs Olanda).

Il giorno della finale, le due squadre hanno affrontato uno scenario di 8 minuti + 20 di debriefing e alla fine è stato proclamato il vincitore.

Quale scenario di simulazione è stato più difficile, secondo te?

Probabilmente la simulazione dell’ultimo giorno (la finale) è stata la più difficile. Si trattava di un paziente traumatizzato, incosciente, riverso sulla scala. Quindi dovevamo prima di tutto stabilizzare la colonna vertebrale, girarlo e posizionarlo sulla barella e, solo poi, iniziare a valutare tutte le diverse parti del trauma, secondo la scaletta mentale ABCDE.

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