Dalla chirurgia robotica alla Ricerca: l’esperienza internazionale di Camilla Dotta a Ghent

Ricerca ●Novembre 5, 2026

Tre settimane a Ghent, in Belgio, per approfondire la chirurgia robotica, conoscere da vicino le tecnologie più innovative applicate alla pratica clinica e avvicinarsi al mondo della ricerca: è l’esperienza vissuta da Camilla Dotta, studentessa al sesto anno del corso di laurea in Medicine and Surgery presso Humanitas University, che nel mese di settembre 2026 ha avuto l’opportunità di partecipare a un Research Travel Grant.

Alla scoperta della chirurgia robotica a Ghent

La scelta di Ghent non è stata casuale. La città ospita infatti l’ORSI Academy, uno dei principali centri internazionali per la formazione in chirurgia robotica e la ricerca in questo settore, che collabora con diversi partner industriali e società scientifiche.

Durante il soggiorno, Camilla ha avuto inoltre l’opportunità di frequentare l’Azorg Hospital, dove ha assistito a interventi urologici eseguiti con l’ausilio di diverse piattaforme robotiche. È venuta a conoscenza di questa opportunità grazie all’Unità Operativa di Urologia di IRCCS Istituto Clinico Humanitas e, in particolare, al dott. Paciotti, che l’ha incoraggiata a intraprendere questa esperienza.

Il suo obiettivo principale era approfondire la conoscenza delle tecnologie robotiche attualmente disponibili, comprendere come si integrino nella pratica clinica e avvicinarsi alla ricerca in ambito chirurgico. Allo stesso tempo, desiderava mettersi alla prova in prima persona, sviluppando alcune competenze di base nell’utilizzo dei robot chirurgici e acquisendo una maggiore consapevolezza delle potenzialità offerte da queste tecnologie.

Formazione pratica e innovazione tecnologica

Durante le tre settimane all’ORSI Academy, Camilla ha partecipato ad attività di formazione pratica, esercitandosi su alcune delle competenze fondamentali della chirurgia robotica, tra cui la dissezione cutanea e vascolare e l’esecuzione di anastomosi vescico-uretrali.

Ha inoltre utilizzato il simulatore Da Vinci, attraverso esercizi mirati a migliorare la manualità e la coordinazione necessarie per operare con il robot, fino ad arrivare a simulazioni di procedure chirurgiche più complesse, come appendicectomia, isterectomia e prostatectomia.

Particolarmente stimolante è stata la possibilità di assistere a interventi chirurgici urologici eseguiti mediante diverse piattaforme robotiche, tra cui Da Vinci, Toumai e Hugo. Avere accesso a tecnologie differenti all’interno dello stesso contesto ha rappresentato un valore aggiunto significativo, considerando che normalmente è difficile trovare un singolo ospedale che disponga di più sistemi robotici.

Questa opportunità le ha consentito di confrontarne le caratteristiche, osservare differenti approcci chirurgici e conoscere più da vicino alcune delle innovazioni più recenti in ambito clinico e tecnologico. Camilla ha avuto anche occasione di confrontarsi con ricercatori di Medtronic, impegnati nello sviluppo e nell’applicazione della piattaforma Hugo, approfondendo ulteriormente il legame tra innovazione tecnologica, ricerca e pratica medica.

Il primo passo verso la ricerca clinica

Accanto alla formazione pratica e all’attività clinica, Camilla ha iniziato un percorso di ricerca che porta avanti ancora oggi in collaborazione con il team di Mantyx.

Sebbene non abbia ancora avuto occasione di presentare i risultati del progetto in un congresso o in una discussione scientifica formale, questa attività rappresenta per lei un’importante opportunità di crescita e un primo passo verso un coinvolgimento più attivo nella ricerca clinica.

Il progetto le ha permesso di avvicinarsi al metodo scientifico, sviluppare un approccio più critico ai problemi e comprendere meglio il percorso che porta dall’idea di ricerca alla sua possibile applicazione in ambito medico.

L’esperienza le ha dato anche l’opportunità di osservare da vicino il funzionamento dell’ambiente ospedaliero belga, le dinamiche delle sale operatorie e alcuni approcci clinici differenti da quelli a cui era abituata. Un confronto che le ha consentito di ampliare la propria prospettiva sulla gestione del paziente e sull’organizzazione del lavoro sanitario, comprendendo quanto il confronto tra realtà diverse possa contribuire alla formazione di un futuro medico.

Il valore delle relazioni in un ambiente internazionale

Accanto agli aspetti formativi e scientifici, un elemento fondamentale del soggiorno è stato il rapporto con le persone incontrate. Durante la permanenza a Ghent, Camilla ha collaborato e si è confrontata con medici strutturati, specializzandi, ricercatori e professionisti provenienti da diverse parti del mondo.

La loro disponibilità è stata una delle sorprese più significative dell’esperienza. Fin dal primo momento si è sentita accolta e coinvolta, nonostante si trovasse in un ambiente nuovo e non ne conoscesse ancora a fondo le dinamiche. Oltre a guidarla nell’apprendimento delle competenze tecniche, le persone incontrate hanno contribuito a rendere il soggiorno un’esperienza umana altrettanto significativa, aiutandola a conoscere meglio la città e a sentirsi parte del gruppo.

Una delle sfide principali è stata proprio quella di inserirsi in una realtà internazionale, caratterizzata da modalità organizzative e abitudini differenti da quelle a cui era abituata. Anche la lingua rappresentava inizialmente una possibile difficoltà, considerando che a Ghent si parla prevalentemente fiammingo.

Tuttavia, l’ambiente internazionale e la disponibilità delle persone incontrate le hanno permesso di superare queste iniziali incertezze, comunicare con il gruppo e partecipare attivamente alle attività. Camilla ha così imparato che la curiosità, la flessibilità e la disponibilità a chiedere aiuto sono strumenti essenziali per affrontare contesti nuovi e trarne il massimo beneficio.

Nuove prospettive per il futuro

Entrare in contatto con un ambiente all’avanguardia, in cui la formazione chirurgica, la ricerca e l’innovazione tecnologica si sviluppano in stretta connessione, è stato particolarmente stimolante. L’esperienza l’ha aiutata a comprendere meglio le opportunità offerte dalla chirurgia robotica e a riflettere su come l’Intelligenza Artificiale possa contribuire a trasformare la pratica clinica e aprire nuove prospettive di ricerca.

Parallelamente alle competenze tecniche di base, Camilla ritiene di aver sviluppato capacità trasversali determinanti per il proprio futuro, tra cui il lavoro di squadra, il pensiero critico, l’adattabilità e una maggiore apertura al confronto interdisciplinare e internazionale: competenze fondamentali non soltanto per chi desidera intraprendere una carriera chirurgica, ma anche per chi vuole contribuire alla ricerca scientifica e alla formazione delle nuove generazioni di medici.

L’esperienza le ha mostrato quanto possa essere stimolante lavorare in un ambiente in cui discipline diverse si incontrano e collaborano per affrontare nuove sfide.

Un consiglio agli studenti: “Give it a go!”

Tra i ricordi più significativi che Camilla porterà con sé c’è sicuramente la combinazione tra le opportunità formative e la disponibilità delle persone incontrate. Aver potuto sperimentare direttamente diverse tecnologie robotiche, osservare la loro applicazione clinica e confrontarsi con professionisti provenienti da tutto il mondo ha reso questa esperienza unica. Allo stesso tempo, l’accoglienza ricevuta le ha fatto comprendere quanto la componente umana sia importante per rendere un’esperienza formativa davvero arricchente.

A uno studente di Humanitas University che stia pensando di candidarsi per un Travel Grant, Camilla darebbe un consiglio semplice e diretto: give it a go! Non bisogna avere paura di confrontarsi con realtà diverse, di uscire dalla propria zona di comfort o di chiedere consiglio a chi ha più esperienza. Allo stesso modo, non bisogna lasciarsi scoraggiare dalla possibilità di trovarsi in un Paese di cui non si conosce perfettamente la lingua; la curiosità, la motivazione e la disponibilità a mettersi in gioco possono fare la differenza.

Un’esperienza all’estero non offre soltanto nuove conoscenze, ma permette anche di scoprire interessi, sviluppare competenze e acquisire una prospettiva più ampia sul proprio futuro.